Il Signore degli Anelli in Unione Sovietica

Il Signore degli Anelli in Unione Sovietica

Traduzioni e Regimi Politici

Avatar Micaela Rudari
14/7/2021

Abbiamo già parlato in passato della traduzione in italiano della saga de “Il Signore degli Anelli” di J.R.R. Tolkien.

Oggi, con il recente ritrovamento dell’adattamento televisivo sovietico del 1991 - su cui ci soffermeremo più tardi - vogliamo invece raccontarvi le peripezie che ha subito la pubblicazione dei libri in URSS.

La difficoltà principale nella traduzione e pubblicazione del Signore degli Anelli è stata la censura durante il periodo della Guerra Fredda. Infatti, si è arrivati alla pubblicazione ufficiale del 1982 dopo numerose traduzioni “samizdat”, ovvero “auto-edizioni”, divulgazioni di opere vietate dallo Stato, che venivano pubblicate autonomamente.

“La Storia dell’Anello”

Tolkien non rientrava tra le pubblicazioni autorizzate dal governo sovietico, per questo il primo tentativo di pubblicazione avvenne negli anni Settanta tramite un adattamento al genere fantascientifico: per poter pubblicare l’opera sulla rivista letteraria “Technika – molodёži” (“Tecnica – alla gioventù”) venne riadattata trasformando gli elementi magici in elementi scientifici. La storia dunque raccontava come l’”Unico Anello”, un manufatto alieno, venne scoperto da un gruppo di scienziati. Questa versione era chiamata “La Storia dell’Anello”, non venne però pubblicata e circolò sotto forma di samizdat.

“Custodi”

Dopo ulteriori samizdat, in Unione Sovietica la pubblicazione ufficiale del primo libro arrivò nel 1982 a opera di Vladimir Muravjov e Andrej Kistjakovskij. 

Anche questa volta però la traduzione non fu del tutto fedele all’originale: il libro si chiamò Chraniteli (“Custodi”), la trama fu presentata come una storia per bambini e adolescenti, e fu molto abbreviata tagliando alcuni dialoghi, riferimenti al tabacco, a bevande alcoliche e a relazioni amorose.

Purtroppo alla pubblicazione ufficiale del primo libro non fecero subito seguito quelle del secondo e del terzo, probabilmente a causa delle attività politiche del traduttore Kistjakovskij, che non erano viste di buon occhio.

Seguirono quindi le pubblicazioni samizdat di altri traduttori mantenendo i nomi e lo stile di Muravjov e Kistjakovskij.

La fine della saga

Solo anni dopo, con lo scioglimento dell’Unione Sovietica, finalmente Muravjov  fu in grado di completare il suo lavoro, e anche il secondo ed il terzo libro vennero ufficialmente pubblicati.

Storie di censura come queste non sono rarità, ne abbiamo raccolte altre come “Hiroshima”, “Assassinio sull’Orient Express” e “Via col vento”, che potete trovare sul nostro blog e sui nostri social.

Come ultima perla, come vi avevamo promesso all’inizio del nostro post, per tutti gli appassionati di questa incredibile saga fantasy, consigliamo la visione dell’adattamento cinematografico russo del 1991, recentemente ritrovato!

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